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La tristezza degli angeli



La tristezza degli angeli

È la tristezza degli angeli la neve che cade dal cielo illuminando i lunghi inverni d’Islanda, e che le raffiche dei venti trasformano in accecanti bufere. Il postino Jens è scampato a stento alla loro furia quando arriva alla locanda del Villaggio, soccorso dal ragazzo orfano che vi è stato accolto dopo aver perso in mare il suo unico amico. Insieme dovranno affrontare un’ultima, estrema missione per portare la posta nei lontani fiordi del nord, dove il mondo cede il passo all’“inverno eterno”. Un uomo e un ragazzo. Un ruvido “gigante muto” con un amore segreto e troppi pesi sul cuore che cerca espiazione tra i ghiacci della brughiera. Un giovane alle prese con la ricerca di sé e la scoperta dei sensi che crede nel potere salvifico delle parole, nella profondità del sentire “che rende l’umanità sublime e maledetta”. Due solitudini inconciliabili si uniscono in una marcia epica attraverso l’inferno bianco, una battaglia fraterna per difendere la dignità dell’uomo contro il crudele mistero della natura. Con la voce incantata della poesia e la grazia di una visione che fonde cuore e pensiero, Jón Kalman Stefánsson racconta un viaggio verso l’origine stessa dell’esistenza, dove la più dura costrizione convive con la più vertiginosa libertà, e alla dolce tentazione della morte si oppone quella luce che portiamo dentro e che nonostante tutto rifiuta di cedere alle tenebre, perché “siamo a bordo di una barca che fa acqua”, ma “con le nostre reti marce vogliamo pescare le stelle”.

Titolo originale: Harmur englanna
Prima edizione: Agosto 2012
pp. 384
Nazione: Islanda
Traduzione di: Silvia Cosimini
Postfazione di: Silvia Cosimini
Collana: Narrativa
Numero di collana: 208
ISBN: 9788870915082
Con il contributo di: Bok Icelandic Literature Fund
Prezzo di copertina: € 17,50
Contenuti extra
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Citazioni

"La vita è piuttosto semplice ma l’uomo non lo è, quelli che definiamo gli enigmi dell’esistenza non sono che le nostre complicazioni e le nostre selve oscure." p 12

"Da qualche parte nel profondo delle regioni dello spirito, di questa coscienza che rende l’umanità sublime e maledetta, si nasconde comunque una luce che tremola e rifiuta di estinguersi, rifiuta di cedere il passo al peso delle tenebre e alla morte che soffoca. Quella luce ci nutre e ci tortura, ci costringe ad andare avanti, invece di sdraiarci a terra come bestie prive di parola e aspettare ciò che forse non arriverà mai." p 12

"Siamo a bordo di una barca che fa acqua, e con le reti marce vogliamo pescare le stelle." p 12

"il potere e la ricchezza non si accompagnano mai alla letteratura e forse è per questo che rimane così incorrotta, a volte l’unica resistenza degna di questo nome." p 62

"le parole sono l’unica cosa che il tempo sembra non avere il potere di calpestare. Attraversa la vita e diventa morte, attraversa le case e diventa polvere, anche i monti, quei maestosi ammassi rocciosi, finiscono per cedere. Ma alcune parole sembrano capaci di opporsi al suo potere distruttivo, è così strano, certo si corrodono, diventano un po’ più opache, eppure resistono e conservano in loro vite da lungo trascorse, conservano il battito di cuori scomparsi, l’eco di una voce infantile, antichi baci." p 87-88

"il coraggio di dubitare è la forza più importante dell’essere umano." p 88

"Il vento del nord, tutto è bianco, anche il mare sembra bianco, tutto, tranne la cintura rocciosa sui monti e le ombre negli occhi di Jens." p 143

"l’uomo non può sempre permettersi di rimpiangere e di piangere, a volte deve accontentarsi di vivere, di concentrarsi su quello e nient’altro, di tenere lontana la morte, quell’essere nerastro in costante agguato, solo che qui, in questo posto alla fine del mondo, è sicuramente bianca come uno straccio e per questo si confonde con la neve." p 155

"Può volerci anche un’ora a risvegliare il fuoco al mattino, le donne soffiano finché il sudore non imperla loro il volto, soffiano e non si danno per vinte perché cos’è la vita senza il fuoco, quando il gelo ti circonda? Soffiano, si affaticano, gli occhi bruciano e lacrimano. Il fumo permette loro di piangere. Fa bene piangere, qui. I bambini muoiono, i sogni muoiono, la scintilla vitale si affievolisce e si spegne e chi non piange si trasforma in pietra. Soffiano sulle braci e piangono, perché possiamo rianimare un fuoco, ma non un essere umano." p 160

"Dove vanno coloro che muoiono, è possibile raggiungerli, ci aspetta una nuova alba dietro tutte le tempeste, dietro la vita, dietro la morte, una nuova alba, un orizzonte che si arrossa e una frase musicale fragile per lenire il dolore dopo la vita?" p 242-243

"Se il diavolo ha creato qualcosa in questo mondo, a parte il denaro, è una bufera di neve sui monti." p 274

"Chi abita qui è libero. È pur sempre qualcosa. La fine del mondo, che cos’è? Quella che per te è la fine del mondo, per me è casa." p 302-303

"perché a che servono le parole senza qualcuno a cui dirle, che sono, le parole, senza poter toccare qualcuno" p 352

"Avanzare sì, però non troppo, bisogna voltare a un certo momento, prima che la terra cessi di esistere e il vuoto prenda il suo posto."

"E' un grande privilegio avere un  preciso. Molti attraversano la  senza neanche percepirne il senso."

"La via per l' sarà sempre più breve di quella per il  nell' umano?"


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