Tove Jansson

Il libro dell'estate


Titolo originale: Sommarboken
Prima edizione: gennaio 1989
pp. 168
Nazione: Finlandia
Traduzione di: C. Giorgetti Cima
Introduzione di: Carmen Giorgetti Cima
Collana: Narrativa
Numero di collana: 8
ISBN: 9788870910070
Prezzo di copertina: € 9,00


L'estate, l'ultima isola abitata prima del mare aperto nell'arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre. Una vita quotidiana che segue i ritmi svagati delle vacanze e quelli capricciosi del tempo: qualche visita occasionale, tempeste, avventure, divieti trasgrediti, furtive spedizioni a isole altrui, navigazioni notturne. Su uno sfondo che dell'idillio non ha il sentimentalismo, ma ne ha certamente il fascino, un libro dall'apparenza semplice che riesce a parlare senza enfasi, ma anche senza ingenuità, senza eufemismi ma con tocco ironico e leggero, della complessità del vivere, delle luci e delle ombre dell'animo umano, della crudele imparzialità della natura.«Senza un'infanzia felice non avrei mai incominciato a scrivere», dice Tove Jansson. Ed è proprio quella felicità che emana dai suoi scritti: l'espressione di quel raro equilibrio fra sicurezza e rischio, sfida e ritorno, ribellione e rifugio, paura del nuovo e desiderio di provare, timore e sete di conoscere, bisogno di solitudine e necessità di affetti. E' la felicità di camminare su un filo teso, sapendo che vi è comunque una rete di protezione, del sentire con intensità, del prendere la vita sul serio, ma accettandola così com'è. Da qui l'affinità e l'intesa fra Sofia, la bambina che inizia ad affrontare la vita, e la nonna, che l'ha vissuta a fondo, l'ha amata con la saggezza di non pretendere di capirla e sa che fra poco dovrà lasciarla. Il loro dialogo, che spazia su ogni cosa che sta fra il crescere e il morire, è come una musica che resta a lungo nell'orecchio, come una sonatina.

L'autore

Nata a Helsinki nel 1914 da padre scultore e madre illustratrice, appartiene alla minoranza di lingua svedese ed è considerata “monumento nazionale” in Finlandia, dove nel 1994 le celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno sono durate un intero anno. È nota in tutto il mondo per i suoi libri per l’infanzia, la serie dei Mumin, apparsi per la prima volta nel 1946, tradotti anche in Italia e portati sullo schermo con grande successo negli Stati Uniti. È a partire dagli anni Settanta che ha iniziato a rivolgersi con lo stesso spirito, ironico e sottile, umano e poetico, anche agli adulti con una decina di libri, di cui quattro pubblicati in Italia, pur continuando a coltivare il filone dei libri per l’infanzia. È scomparsa nel giugno 2001.

Contenuti extra

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Citazioni

“Voglio dire, proseguì la nonna, che le cose man mano rimpiccioliscono e poi ci sfuggono, e che quello che era tanto piacevole non significa più nulla e ci si sente impoveriti. E ingrati, in qualche modo. Si dovrebbe comunque poterne sempre parlare”.

 

 Tove Jansson, “Il libro dell’estate” p. 84

 

“Mi succede una cosa strana, disse Sofia.

 È che mi sento sempre così buona quando c’è tempesta”.

 

Tove Jansson, “Il libro dell’estate” p. 144

 

“In ogni modo, Lui è al corrente, disse la nonna che se ne stava distesa a prua. Pensò che con Dio succede così, che lui in effetti aiuta, ma solo quando ci si è sforzati un po’ per conto proprio”.

 

Tove Jansson, “Il libro dell’estate” p. 113

"Che cosa strana è l'amore, disse Sofia. Più si ama l'altro e meno l'altro ti ama.
È assolutamente vero, osservò la nonna. E allora che cosa si può fare?
Si continua ad amare, disse Sofia minacciosamente. Si ama sempre peggio".

Tove Jansson, "Il libro dell'estate" p. 57