L'imperatore di Portugallia
Titolo originale: Kejasaren av Portugallien
Prima edizione: aprile 1991
pp. 286
Nazione: Svezia
Traduzione di: A. Terziani
Introduzione di: Adamaria Terziani
Collana: Narrativa
Numero di collana: 19
ISBN: 9788870910186
Prezzo di copertina: € 14,50
L’Imperatore di Portugallia è un romanzo sull’amore, la sua nostalgia, le sue proiezioni, la sua vera o apparente follia. Dal momento in cui la piccola Klara Gulla viene al mondo, il cuore del padre Jan comincia a battere e il miracolo di quel battito, di quella tardiva scoperta di un’emozione mai provata, della felicità e della sofferenza che ne sono le immancabili compagne, trasformerà tutta la sua vita, dandole valore e significato. L’amore diventa la lente attraverso la quale vede la realtà e, quando questa è troppo squallida e amara, la trasfigura. Se la sua Klara Gulla , partita a cercar fortuna, non scrive e non torna, non è, come dicono voci maligne, perché è andata a finir male: il mistero che la circonda non può che nascondere un destino troppo straordinario per essere rivelato. Lontano, in una mitica Portugallia, dove non esistono il male e la miseria, la figlia è diventata imperatrice. E Jan, il contadino di Skrolycka, nelle sperdute valli delle Askedalar, comincerà a vivere da imperatore, con la follia di chi, cieco all’apparenza delle cose, si fa veggente e, misurando con il metro dell’assoluto, varca i confini dell’umano per entrare nel meraviglioso.
L'autore
Nata a Mårbacka nel Värmland nel 1858 e morta nel 1940, destinata a diventare, da maestra elementare, primo Premio Nobel svedese nel 1909 e prima donna nominata fra gli Accademici di Svezia nel 1914, è forse la scrittrice svedese più nota e amata nel mondo. Dalla Saga di Gösta Berling (1891), censurata aspramente dalla critica positivista, al Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson (1907), indiscusso capolavoro e grande successo editoriale che le valse una fama mai concessa ad alcun connazionale, le sue opere sono state tradotte, filmate, illustrate ovunque. Legata alla tradizione orale della sua terra, come a quella delle saghe e delle leggende värmlandesi raccontatele dalla nonna paterna negli anni dell’infanzia, resta uno dei più vivi esempi dell’arte scandinava per eccellenza: quella del raccontare.
Citazioni
“E nello stesso istante capì cos’era stato a far battere il suo cuore. E non soltanto questo: cominciò anche a intuire cosa gli era mancato per tutta la vita. Perché chi non sente battere il cuore nel dolore o nella gioia non può di certo essere considerato un vero essere umano”.
Selma Lagerlöf, “L’imperatore di Portugallia” p. 25
“Così sono tornata indietro per mettere le vostre mani l’una nell’altra; e non lasciatele andare, tenetele ben strette per amor mio, finché tornerò a prendervi ciascuno per mano, come un tempo”
Selma Lagerlöf, “L’imperatore di Portugallia” p. 112
“Doveva sempre ricordarsi che noi uomini siamo fatti tutti della stessa materia e discendiamo dalla stessa coppia di antenati; che deboli e peccatori lo siamo tutti, e quindi in fondo in fondo, nessuno ha di che vantarsi di fronte all’altro”.
Selma Lagerlöf, “L’imperatore di Portugallia” p. 173
“E al tempo stesso seppe che tutto era tornato come prima. Che lei e suo padre erano di nuovo una cosa sola. Ora che lo amava, non c’era più nulla da espiare”.
Selma Lagerlöf, “L’imperatore di Portugallia” p. 277
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