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Naif.Super



Naif.Super

“La mia vita è strana ultimamente; è arrivata a un punto in cui ho perso interesse per tutto.” Prima o poi capita a chiunque di svegliarsi una mattina e trovare che la vita non ha senso, una grande o piccola selva oscura è un passaggio obbligato di ogni esistenza. Al protagonista di Naif.Super succede il giorno del suo venticinquesimo compleanno: sconfitto a croquet dal fratello, di colpo si rende conto che “niente più quadra”. E così abbandona l’università, il lavoro saltuario al giornale, la stanza in affitto, vende i suoi scarsi beni, tranne la bicicletta e si rifugia nell’appartamento del fratello in viaggio di lavoro, dove passa le giornate sdraiato sul divano a pensare, per cercare di capire se è possibile, ripartendo da quel grado zero a cui è arrivato, recuperare la voglia e il senso del vivere. La classica storia di un ragazzo in crisi d’identità diventa, attraverso l’umorismo di Loe, la sua autoironia, la sua leggerezza di tocco un po’ alla Salinger, la sua sovversiva ingenuità, non solo l’espressione del malessere della generazione di internet e della globalizzazione, spersa tra l’infinito numero di possibilità e conoscenze di cui non sa che farsene, ma anche una sostanziale rimessa in questione del mondo esistente. Forse, come il protagonista, si dovrebbe davvero provare a ricominciare da capo. Lanciando un pallone contro il muro, martellando chiodi di plastica in un banco da falegname, chiacchierando con il piccolo Børre, scambiando fax con l’amico Kim scrivendo elenchi di tutto – di quello che ha e che non ha, di quello di cui sa troppo, di quello che lo entusiasmava da piccolo, di quello che gli piace – come formule incantatorie per ritrovare un contatto con se stesso, interrogando la gente per le strade di New York, salendo sull’Empire State Building per verificare cos’è davvero il tempo, cerca di ritrovare una “prospettiva”, di guardare alle questioni fondamentali dell’esistenza con la serietà e lo humor dei bambini. Un libro che medita sul tempo e sullo spazio, sull’amore e l’amicizia, la responsabilità e la felicità, le piccole cose essenziali della vita e, con lo zen e il lancio del frisbee, ci aiuta a “credere alla purificazione dell’anima attraverso il gioco e il divertimento”.

Titolo originale: Naiv.Super
Prima edizione: Maggio 2002
pp. 252
Nazione: Norvegia
Traduzione di: G. Paterniti
Postfazione di: G. Paterniti
Collana: Narrativa
Numero di collana: 103
ISBN: 9788870911039
Prezzo di copertina: € 12,00
Contenuti extra
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Citazioni

"in ogni caso non esiste un tempo.
Il mio tempo. Il tuo tempo. Il tempo di Paul.
Il tempo del sole.
Molti tempi.
Molti tempi equivale a nessun tempo.
Se è così, dovrei essere felice. Perché non sono felice?
Mi sento stressato.
Forse sarò felice più tardi".

Erlend Loe, "Naif.Super" p. 35

 

"Sono sicuro che è una questione di entusiasmo.
Che manca.
Devo trovarlo. Riprendermelo.
C'è, là fuori.
Presumo che parlarne sia inutile.
È un po' zen.
Per quanto ci possa provare, non ci riuscirò mai.
Solo quando smetterò di provarci ci riuscirò.
Maledetti buddisti. Credono di essere così maledettamente furbi".

Erlend Loe, "Naif.Super" p. 45


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