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Lo sguardo del flâneur



Lo sguardo del flâneur

“È semplicemente un dato di fatto che gli uomini raccontano storie. È così che viviamo, è parte della nostra natura umana, è così che assimiliamo il mondo”, dice Paul Auster intervistato in questo libro. Ma se possiamo continuare a raccontare storie per cercare di dare un senso al susseguirsi di esperienze della nostra vita, la Storia, il presente in cui viviamo, smarriti nel cumulo di fatti, travolti da ritmi con cui non riusciamo a tenere il passo, non si lascia ordinare in un racconto. La letteratura può solo offrire lampi di illuminazione, salvare dall’oblio frammenti di realtà. È per questo che Hallberg sceglie il punto di vista del flâneur per gettare uno sguardo sull’Europa negli ultimi dieci anni, sui frantumi di un’identità che non si è più ricomposta dopo la caduta del Muro. Il flâneur, lo svagato passeggiatore baudelairiano immortalato da Benjamin, che segue il flusso della folla e si lascia portare dal caso, non pretende di arrivare a una visione unitaria che spieghi il vissuto, di offrire un filo con cui districarsi nel labirinto della contemporaneità e decifrare i segni del futuro: gira per Berlino, Parigi, New York, Vienna, Praga, Bratislava, Cracovia, Mosca, San Pietroburgo, fotografando immagini, evocando ricordi, osservando i tipi umani che incontra nei caffè, sui treni e per le strade, registrando voci. Sa che non ci sono risposte, ma che bisogna continuare a porre domande: interroga gli scrittori, come testimoni privilegiati di un tempo che procede per svolte epocali. Paul Auster, Yves Bonnefoy, Péter Nádas, Ivan Klíma, Walter Abish, Péter Estherázy e altri, incontra Gisèle Freund e gli attori di Kantor, cita i grandi maestri, viaggia con un redivivo Walter Benjamin e un’eterna amata Anna Blume, trascrive dialoghi e parole. Non per illudersi di capire, ma per non perdere la memoria di un passato recente che ha lasciato cicatrici nelle città e negli uomini e che pure sembra già spazzato via dalle ruspe insieme alle macerie, e non potendo più, come dice Magris nella prefazione, “cogliere e liberare i frammenti di speranza, di felicità, le promesse del futuro sepolte in quelle rovine”, per cercare almeno di trovare se stesso e una ragione per continuare a scrivere.

Titolo originale: Flanörens blick
Prima edizione: Aprile 2002
pp. 320
Nazione: Svezia
Traduzione di: Massimo Ciaravolo
Prefazione di: Claudio Magris
Postfazione di: Massimo Ciaravolo
Collana: Narrativa
Numero di collana: 101
ISBN: 9788870911015
Prezzo di copertina: € 18,00
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