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Approfondimento

La scimmia non è nuda

Data | Monday 21 December
Orario | 15:41

Recensione di Dario Pappalardo a «La scimmia dell'assassino» di Jacob Wegelius, pubblicata su Robinson - La Repubblica il 19 dicembre 2020

Se siete abituati a solcare gli oceani, se vi è capitato di imbarcarvi sulla Hudson Queen oppure sulla Song of Limerick e la Malabar Star, allora avete di certo sentito parlare di Sally Jones. Perché, come sostiene lei, «tra la gente di mare sono abbastanza conosciuta».
Attenzione: non chiamatela solo "Sally". Vi correggerebbe subito: «Gli esseri umani hanno nome e cognome, ma io sono una gorilla e ho solo un nome, Sally Jones». Insomma, se non fosse ancora chiaro, è di un primate molto speciale che stiamo parlando.
E per approfondire avete due possibilità: partire - ma, al momento, non risulta semplicissimo - o viaggiare tra le pagine del libro «La scimmia dell'assassino» di Jakob Wegelius (Iperborea).

Dove la protagonista del titolo è lei: nata - con ogni probabilità - in Congo, salvata a Singapore e portata a New York da Henry Koskela, il finlandese lupo di mare detto Il Capo che le fa da padre e da maestro. Perché Sally Jones non è una scimmia nuda: indossa la tuta blu - un giorno, contateci, anche un prezioso turbante - ed è tra i macchinisti più apprezzati che la storia delle navi mercantili abbia mai conosciuto.

Sa scrivere, persino: «Ho una scrittura molto brutta, ma leggibile». E racconta le sue gesta in prima persona, meglio di tanti autori professionisti, armata di macchina da scrivere Underwood n.5 modello 1908. La sua avventura comincia nella Lisbona di inizio Novecento: il Portogallo è appena diventato una repubblica, ma ci sono attentati, fermenti di restaurazione monarchica, traffici d'armi, loschi intrighi. Koskela si trova impelagato a pochi passi da Praça do Comércio in un grosso guaio: viene accusato di omicidio e condannato a venticinque anni.

Da questo momento Sally Jones diventa "la scimmia dell'assassino". Il suo obiettivo, lungo cinquecento e passa appassionanti pagine, sarà quello di salvare Il Capo. Nel mezzo si nasconderà nel magico quartiere di Alfama, incrocerà il fado e la saudade , ma sarà costretta poi a seguire la sua natura: non la giungla, bensì la via del mare.

Ecco ancora oceani: scalo in Egitto, poi l'India, Bombay, Karachi e il principato di Bhapur, dove regna un maharajah annoiato e appassionato di aerei - ne compra uno uguale a quello di Sua Maestà britannica Giorgio V, il nonno di The Queen - che nomina la gorilla, intanto vincitrice di una fatale partita a scacchi, aiutante di camera e spia.

Seguiranno ricongiungimenti, colpi di scena, commissari corrotti, fantasmi che ritornano.

Jakob Wegelius, svedese di Göteborg (dove è nato nel 1966), ha il nome da mago medievale. Già scrittore premiatissimo, riesce nell'incantesimo di mixare con sapienza ingredienti classici: fa l'occhiolino a Salgari e a Verne per costruire un racconto che diverte e tiene con il fiato sospeso. Lo illustra da solo per di più, presentando, sin dalle prime pagine, il cast del suo romanzo, in una ironica galleria di ritratti.
Sally Jones, eroina anche del più breve «La leggenda di Sally Jones» (pubblicato da Orecchio acerbo) - ne siamo sicuri - tornerà ancora.
Ma per i lettori non si tratta di una minaccia.

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