News

Approfondimento

Paasilinna, lo humor che venne dal freddo

Data | Venerdì 26 Ottobre
Orario | 15:41

In ricordo dello scrittore recentemente scomparso, pubblichiamo l'articolo di Nicola Lecca pubblicato su La Repubblica il 17 ottobre 2018

Lo scrittore Arto Paasilinna è morto ieri all’età di 76 anni in una casa di riposo di Espoo, non lontano da Helsinki. Autore di 35 romanzi, tradotti in almeno altrettanti paesi, e stampati in dieci milioni di copie, Arto Paasilinna è stato uno dei più popolari autori finlandesi di tutti i tempi. Nato in Lapponia da una famiglia numerosa e non abbiente scrisse, nel 1975, il suo best-seller “L’anno della lepre” che, vent’anni più tardi, approdò in Italia: pubblicato da Iperborea, venduto in 120.000 esemplari e ristampato, ormai, più di trenta volte.
Il protagonista del romanzo è Vatanen, un uomo ingrigito da troppi sogni trascurati e prigioniero della propria vita, fino al giorno in cui, a bordo della sua automobile, investe una lepre e decide di seguirla nel bosco per prendersene cura. È l’inizio della libertà: verso un’esistenza sempre più piena e sorprendente, proprio perché spontanea e inaspettata.
Di Arto Paasilinna si parla come dell’inventore di un nuovo genere letterario: il romanzo umoristico-ecologico. E, in effetti, tutto comincia fra la neve e gli abeti, molto vicino al Circolo polare artico dove - stanco di fare il guardaboschi (in compagnia del gelo d’inverno e delle zanzare d’estate) l’allora trentenne Arto Paasilinna si accorge che, al mondo, esistono mestieri assai più confortevoli. Come, per esempio, quello del giornalista: cui non viene quasi mai negato l’agio di poter lavorare in un ufficio fresco d’estate e caldo d’inverno.
Detto, fatto. Ma l’innamoramento per la carta stampata è travagliato e dura poco. I suoi articoli al vetriolo, infatti, risultano sfrontati, sfidano apertamente le regole sociali e raramente vengono pubblicati senza subire amputazioni.
Quale miglior modo, dunque, di restar fedele alle proprie idee e alla propria etica se non quello di mollare boschi e redazione per inventare storie, comiche bizzarre e dissacranti, in cui nessuno avrebbe mai potuto riconoscersi: ma tutti si sarebbero potuti rispecchiare?
Nascono così 35 romanzi e un’infinità di personaggi che, puntualmente, Paasilinna avrebbe incastonato con cura in storie impastate con gli ingredienti del dramma e della tragedia, ma colorate dallo humor, dall’ironia e dalla speranza: per affidare all’iperbole il compito di ritrovare il bandolo della matassa perso nel buio dei condizionamenti e dell’abitudine.
Parola d’ordine: resilienza. L’arte di saper scorgere la felicità anche fra i più fitti temporali della vita.
Proprio come capita ai protagonisti del romanzo “Piccoli suicidi tra amici”, trentatré membri della Libera Associazione Morituri i quali, stanchi della vita, salgono a bordo della Saetta della Morte: un lussuoso pullman che li porterà ad attraversare mezza Europa alla ricerca del migliore strapiombo dal quale lanciarsi nel vuoto.
Con un solo contrattempo: la vita, il nemico dal quale stavano fuggendo che - a ben guardare - è pur sempre capace di sorprendere ed emozionare.
Personaggi puri di cuore, scambiati per folli e perennemente in fuga dalla normalità. Nelle loro vite la spontaneità trionfa sulle convenzioni sociali alla ricerca del diritto di esistere – a qualunque costo - in maniera unica e peculiare.
Spiega Emilia Lodigiani, presidente di Iperborea: “Arto Paasilinna è stato sicuramente uno scrittore anarchico nel senso più positivo della parola. I suoi insegnamenti non vengono mai impartiti con moralismo, bensì con ironia: consentendo al lettore che lo desideri di non andare troppo a fondo, per godere della leggerezza e del divertimento che affiorano in superfice”.
“L’Italia è il paese che mi ha riservato la più calda accoglienza in assoluto” amava raccontare Paasilinna, rievocando con infantile soddisfazione il momento in cui, arrivato per la prima volta a Roma, entrò in albergo.
Il giovane impiegato del ricevimento attese in silenzio che lo scrittore compilasse la fiche de réception.
“Una firma qui” - chiese indicando lo spazio bianco alla fine del modulo.
“E un’altra firma qui” disse porgendogli ben due copie dei suoi romanzi.
“Non so come farò a vivere abbastanza a lungo per scrivere tutte le storie che ho in testa” confessò Paasilinna a Emilia Lodigiani l’ultima volta che venne in Italia quando, durante una cena, dopo una gran bevuta, la serata si concluse a squarciagola con folkloristici canti finlandesi che coinvolsero perfino l’editore Jorma Kaimio: presente anche in veste di traduttore, dal momento che Paasilinna non parlava l’italiano e mai è stato chiaro se l’inglese fingesse di non capirlo o non lo parlasse affatto.
“Per la protagonista del mio nuovo libro mi sono ispirato a te” annunciò Paasilinna alla Lodigiani, sorprendendola.
Nasce così “Emilia l’elefante” il più recente dei suoi romanzi, ma non l’ultimo. Sono ancora una ventina, infatti, i titoli inediti di Paasilinna che Iperborea ha in programma di dare alle stampe nei prossimi anni.

Prossime uscite

The Passenger

Collana I Miniborei

Collana Mumin

Collana Luci

Eventi

I più venduti