News

Approfondimento

Tutta la fragilità dell'amore

Data | Mercoledì 05 Settembre
Orario | 14:00

Recensione di Sandro Orlando pubblicata su Style - Corriere della Sera il 29/08/2018

Con la «Storia di Ásta» Jón Kalman Stefánsson racconta una saga familiare, ispirata a persone reali,
sullo sfondo di un’Islanda contadina. Il ritratto di una nazione attraverso un grande affresco umano.

Helga non ha ancora 19 anni quando Ásta viene al mondo: lei è la ragazza più bella di Reykjavík, suo marito un modesto imbianchino di dieci anni più anziano. Siamo nell’Islanda intorno alla metà del secolo scorso, un paese arretrato dove ai più è riservata una vita di fatiche e solitudine. E Ásta, il cui nome in islandese evoca la parola amore, crescerà appunto da sola: con la madre che l’abbandona quando ha sette mesi per la voglia di conoscere il mondo, fino a perdersi in una vita di sregolatezze e alcolismo; e il padre che emigra in Norvegia e si rifà una famiglia. È un grande inno all’amore il nuovo romanzo di Jón Kalman Stefánsson che esce come sempre per Iperborea, la Storia di Ásta: un’opera corale, che attraverso il destino della protagonista ci parla di tutte le esistenze che l’hanno circondata, sullo sfondo dell’Islanda degli ultimi 60 anni. «Mi sono ispirato alla figura di una mia zia, morta nel 2005» spiega
l’autore, «ho fatto molto fatica a scriverla, ricominciando tre volte prima di trovare il tono giusto, anche se poi la fantasia ha preso il sopravvento».

E così seguiamo Helga nelle sue fughe, fino all’incontro con Sigurður, il ricco commerciante che condivide le sue follie, poi le regala un appartamento e si getta infine in mare per disperazione. Vediamo Ásta, che da adolescente problematica finisce a lavorare in una fattoria nei fiordi occidentali: e qui
trova in Jósef un’anima gemella, di cui non riesce però a riconoscere e contraccambiare
i sentimenti. Se non quando – anni dopo – scoprirà che si è tolto la vita per lei: «C’era bisogno che morissi, per dimostrarti che non sai vivere senza di me?» le lascia scritto.
Al ché Ásta abbandona l’uomo da cui aspetta un figlio, frutto di una relazione clandestina.
Sono amori sempre infelici, quelli che Stefánsson ci racconta in questa saga familiare capace di restituire il ritratto di una nazione. Di un’Islanda antica e rurale, dove i bambini vengono sepolti sul fondo dei ruscelli, i vicini litigano costantemente e tutti sono ossessionati dalla fragilità della propria esistenza, affetti compresi. Per cui anche l’amore si misura solo nell’assenza e nel rimpianto. Eppure la vita
va avanti, così che se pure piangiamo chi è scomparso, questo non ci impedisce di amare
di nuovo, come conclude l’autore riprendendo un verso di Jónas Hallgrímsson. In un libro pieno di citazioni letterarie e musicali, che riesce ad appassionare il lettore come solo la vita sa fare, con le sue gioie e tristezze.

Prossime uscite

The Passenger

Collana I Miniborei

Collana Mumin

Collana Luci

Eventi

I più venduti