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Intervista

"Senza la letteratura i russi non hanno voce": Incontro con Jan Brokken

Data | Mercoledì 20 Dicembre
Orario | 11:18

“Non sono partito con l’idea di scrivere un libro su San Pietroburgo, ero lì, appunto, per le ricerche su Dostoevskij, ma nel frattempo ho cominciato ad annotare delle cose, delle impressioni. Per esempio, ho assistito a questa scena: era un sabato pomeriggio di febbraio e in un parco avevo visto delle coppie anziane che danzavano tango e cha cha cha con addosso dei mantelli di lana, e guardandoli ho pensato a un racconto di Nina Berberova e ho preso degli appunti a proposito. Poi sono tornato a casa e, quando è uscito "Il Giardino dei cosacchi", ho cominciato a mettere in ordine questi appunti, diciamo che ho scritto all’incirca centoventi pagine. E in quel periodo l’editor con cui lavoro di solito mi ha chiesto se stessi lavorando a qualcosa e così glieli ho fatti leggere. Lui generalmente è molto lento, devo sempre aspettare tra le due e le sei settimane, ma quella volta mi ha chiamato dopo tre giorni e mi ha detto: ‘Spero che andrai avanti a mettere a posto questi appunti' ".

Jan Brokken, scrittore olandese diventato celebre con il reportage "Anime baltiche", racconta a ilLibraio.it di come è nato "Bagliori a San Pietroburgo", del romanzo "Il giardino dei cosacchi", il suo rapporto con Dostoevskij e la cultura russa.
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