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Pellegrino sul mare



Pellegrino sul mare

Benché il successo di Barabba e il Premio Nobel nei 1951 l’avessero fatto conoscere al grande pubblico anche italiano, Pär Lagerkvist è stato in seguito quasi dimenticato; lasciato in disparte dai flussi delle mode. Ma la scarna semplicità della sua lingua, la linearità delle narrazioni, la capacità di costruire sto­rie che, come Misteri medievali, hanno per soggetto le avventure dell’anima e per teatro lo spazio fra la terra e il cielo, pongono Lagerkvist nel numero dei «classici» per i quali giunge, prima o poi, il momento della rilettura. Due storie si intrecciano in Pellegrino sul mare: quella di Tobias, che parte per la Terra Santa imbarcandosi su una nave pirata, e quella di Giovanni, il vecchio marinaio che da anni percorre il mare perseguitato dal doloroso ricordo di una pas­sione impossibile. Ma esiste la Terra Santa? Esiste una pace, una fede che giustifichi la nostra vita? Esi­ste l’amore perfetto? Sullo sfondo della violenza e della brutalità della vita di bordo e dell’inquieta e indifferente presenza del mare, nessuna risposta è possibile. È l’assenza la condizione umana, la sepa­razione, la mancanza, come testimonia il medaglione vuoto che i personaggi di Lagerkvist si passano da un romanzo all’altro. I suoi ebrei erranti, le sue sibille, i vagabondi ricercatori di Dio e della verità, portano sempre dentro di sé quella nostalgia per una patria mai avuta e quella tensione verso un’improbabile terra promessa che sono nel fondo di tutti.

Titolo originale: Pilgrim på havet
Prima edizione: Aprile 1989
pp. 128
Nazione: Svezia
Traduzione di: Fulvio Ferrari
Postfazione di: Fulvio Ferrari
Collana: Narrativa
Numero di collana: 7
ISBN: 9788870910063
Prezzo di copertina: € 11,50
Contenuti extra
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Citazioni

“Il mare racchiude più sapere  di qualsiasi altra cosa sulla terra, se sei capace di farlo parlare. Conosce  tutti i vecchi segreti, perché lui stesso è così antico, più antico di tutto. Anche i tuoi segreti conosce, non illuderti. E se tu ti abbandoni a lui completamente e lasci che si prenda cura di te, se non ti intrometti con le tue insignificanti obiezioni, se non ti intestardisci su ciò che è troppo effimero e insignificante perché il mare se ne curi o persino ascolti che cosa mai vai borbottando mentre parla, mentre sta per rovesciarsi sopra la barca, allora può dare pace alla tua anima, sempre che tu ne abbia una”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 15

 

 

 

 

“Scegliere l’incertezza e il dubbio. Scegliere se stessi, così come si è. Osare essere come si è, senza muoversi alcun rimprovero”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 15

 

 

“Disteso sul ponte, pensava  a ciò che vi è di più alto, di più sacro nella vita, cercando di capirne l’essenza. Diceva a se stesso che forse non esiste  che come un sogno, che forse non sopporta la realtà, il risveglio. Ma che tuttavia esiste. Che l’amore perfetto esiste e la Terra santa esiste, ma noi non la possiamo raggiungere. Che forse siamo soltanto in viaggio alla sua volta. Siamo soltanto pellegrini sul mare”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 105

 

 

“Anche se percorri la terra tutta intera, non imparerai mai tante cose quante ne imparerai dal mare. Non troverai mai pace se non sul mare, che da parte sua non ha mai pace”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 17

 

 

“Il mare racchiude più sapere  di qualsiasi altra cosa sulla terra, se sei capace di farlo parlare. Conosce  tutti i vecchi segreti, perché lui stesso è così antico, più antico di tutto. Anche i tuoi segreti conosce, non illuderti. E se tu ti abbandoni a lui completamente e lasci che si prenda cura di te, se non ti intrometti con le tue insignificanti obiezioni, se non ti intestardisci su ciò che è troppo effimero e insignificante perché il mare se ne curi o persino ascolti che cosa mai vai borbottando mentre parla, mentre sta per rovesciarsi sopra la barca, allora può dare pace alla tua anima, sempre che tu ne abbia una”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 15

 

“Scegliere l’incertezza e il dubbio. Scegliere se stessi, così come si è. Osare essere come si è, senza muoversi alcun rimprovero”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 15

 

 

“Disteso sul ponte, pensava  a ciò che vi è di più alto, di più sacro nella vita, cercando di capirne l’essenza. Diceva a se stesso che forse non esiste  che come un sogno, che forse non sopporta la realtà, il risveglio. Ma che tuttavia esiste. Che l’amore perfetto esiste e la Terra santa esiste, ma noi non la possiamo raggiungere. Che forse siamo soltanto in viaggio alla sua volta. Siamo soltanto pellegrini sul mare”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 105

 

 

“Anche se percorri la terra tutta intera, non imparerai mai tante cose quante ne imparerai dal mare. Non troverai mai pace se non sul mare, che da parte sua non ha mai pace”.

 

Pär Lagerkvist, “Pellegrino sul mare” p. 17

 

 

 

 

 


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