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Arabia Felix



Arabia Felix

Il 4 gennaio 1761 una nave lascia il porto di Copenhagen diretta a Costantinopoli: a bordo vi sono i membri della prima grande spedizione scientifica danese. La meta è lo Yemen, la terra che, fin dall’antichità, porta uno di quei nomi “che usiamo dare ai luoghi che conosce solo la nostra nostalgia”. “Perché l’Arabia Felice è chiamata felice?”, scrive nel diario il giorno della partenza Peter Forskkål, uno dei protagonisti della spedizione. Ed è questa la domanda sottintesa a tutto il libro: esiste il paese della felicità? Ricostruendo sulla base di innumerevoli documenti la storia del “viaggio arabo” voluto da Federico V, e seguendolo tappa per tappa, attraverso Costantinopoli, Alessandria, Il Cairo, il Sinai, il Mar Rosso fino allo Yemen e la lunga odissea del rientro in patria, Thorkild Hansen racconta in realtà la storia di ogni esperienza umana: quel viaggio di andata e ritorno di cui parlano i miti, le fiabe, le epopee. Gli scienziati partono, per scoprire e conoscere, ma in realtà proiettano in un luogo lontano la realizzazione dei propri sogni – di sapere, di gloria, di ricchezza – troveranno sofferenze, fatiche, gioie, conquiste, fallimenti, e la morte. Solo uno farà ritorno: Carsten Niebuhr, partito come “il figlio inetto” delle fiabe, convinto di non essere all’altezza del suo compito, ma aperto alle esperienze, capace perfino di rinunciare alla propria identità per fare sua la lezione del deserto: “non avere niente, non essere niente”. La felicità non è in nessun luogo: il nome di Arabia Felix è nato da un equivoco. O forse la felicità è in ogni luogo: il confine del suo paese è quel cerchio perfetto che l’orizzonte traccia intorno a noi e di cui, ovunque ci troviamo, sempre siamo il centro.

Titolo originale: Det lykkelige Arabien
Prima edizione: Ottobre 1992
pp. 442
Nazione: Danimarca
Traduzione di: D. Unfer
Introduzione di: D. Unfer
Collana: Narrativa
Numero di collana: 31
ISBN: 9788870910315
Prezzo di copertina: € 16,50
Citazioni

"Una delle ragioni per cui il mondo non è ancora scomparso è forse che, anche nei momenti più drammatici, c'è sempre qualcuno che impassibile guarda da un'altra parte. Dei cerchi nella sabbia...Il frontone di una casa a Deft...A bordo di una nave i cui cannoni si stanno preparando a sostenere i loro argomenti di vita e di morte, c'è un uomo completamente assorto nell'osservazione del passaggio di Venere".

Thorkild Hansen, "Arabia Felix" p. 97

"Il buon uomo ci ricordò in tal modo che a ognuno va lasciata la convinzione che la sua religione è la migliore, fino a quando egli stesso non cominci a dubitarne".

Thorkild Hansen, "Arabia Felix" p. 112

 

“Puoi impedire a un cane di abbaiarti contro?

O se un asino ti dà un calcio, diventi forse un uomo migliore se glielo restituisci?”

 

Thorkild Hansen, “Arabia Felix” p. 146

 

“Partiamo alla ricerca della felicità, ma l’Arabia Felice non esiste. Esiste solo un paese che si chiama Yemen. Il paese a destra. Il paese a sud. E la felicità non si trova nello Yemen, vi si trova la morte, ma di quella ce n’è a sufficienza ovunque. Tutto si basa su un equivoco. Ci sono paesi in cui siamo stati felici, ma non ci sono paesi felici”.

 

Thorkild Hansen, “Arabia Felix” p. 351

 


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