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Un produttore musicale a caccia di emozioni

Data | Martedì 12 Settembre
Orario | 14:29

Sul Piccolo di Trieste il 30 luglio è stata pubblicata una recensione di "Norwegian Blues", romanzo con cui Levi Henriksen ha debuttato in Italia. Alessandro Mezzena Lona, autore dell'articolo, fa un'analisi lucida e dettagliata del libro, riuscendo ad incuriosire il lettore, senza però svelargli troppo. Ve la riproponiamo:

Un produttore musicale a caccia di emozioni nel romanzo di Levi Henriksen
di ALESSANDRO MEZZENA LONA

Dovrebbe funzionare più o meno così. Che un lettore, senza aver letto uno straccio di recensione, va in libreria, legge il risvolto di copertina di un romanzo, se ne innamora. Poi lo compera, lo legge di corsa, e ringrazia il suo buon fiuto per avere fatto la scelta giusta. Dovrebbe funzionare così. Ma c'è un'incognita, assolutamente da non sottovalutare. Ovvero, che l'editore non dovrebbe mai barare con i lettori. Non dovrebbe, insomma, provare a vendere un romanzo moscio per un capolavoro. E in Italia non sempre chi pubblica i libri sa astenersi dal vizio della presentazione roboante. Drogata da frasi ad effetto.
Da anni, ad esempio, chi ama i libri sa che di Iperborea ci si può fidare. E non solo perché ha fatto conoscere ai lettori italiani autentici mostri sacri della letteratura che arrivano dal Nord d'Europa come Lars Gustafsson, Cees Nooteboom, Arto Paasilinna, Kader Abdolah, Stig Dagerman, Per Olov Enquist. Ma soprattutto perché sa scegliere autori completamente sconosciuti che sembrano promettere molto bene.
Uno di questi è un giornalista, paroliere e musicista rock che in Norvegia conoscono da tempo: Levi Henriksen. Ma che da noi si presenta soltanto adesso come autore di un romanzo davvero bello: "Norwegian Blues", tradotto da Giovanna Paterniti per Iperborea (pagg. 384, euro 17,50). Spulciando tra le sue note biografiche, si viene a scoprire che ha vinto il Premio dei Librai norvegesi.
Non poteva mancare la musica nel libro di Henriksen. Infatti, protagonista di questo "Norwegian Blues" è Jim Gystad, quarantenne produttore discografico di Oslo che si è stancato da tempo dei riti fasulli del mondo in cui lavora. Non crede più ai dischi tutti uguali, senza un'idea originale che sia una. Lo annoiano le troppe rockstar e popstar inventate a tavolino, che durano lo spazio di una manciata di canzoni. Di conseguenza, nulla riesce più a emozionarlo. A regalargli illusioni. Fino a quando, una mattina, si trova in una chiesa di campagna a Kongsvinger per fare da padrino di battesimo al bimbo di un amico. Il suo morale non è mai stato così basso. E non soltanto perché la sera prima deve aver alzato un po' troppo il gomito. Ma soprattutto perché lo avevano invitato in un locale ad ascoltare un gruppo di musicisti locali. «A detta del padre del battezzando avevano fatto più di qualunque altra band norvegese per modernizzare il blues». Ma visto che Jim, come produttore discografico, ha «un palato un po' più esigente degli avventori mezzo sbronzi del pub», è normale che la nottata sia finita in una colossale bevuta. Difficile pensare alla musica quando si è sotto gli effetti di una balla pesante, appena smorzata da due caraffe di caffè ingurgitate come antidoto prima del battesimo.
Eppure, nella chiesa di Kongsvinger, tre vecchi cantori riescono a toccare il cuore di Jim Gystad. Sono i fratelli Thorsen, attempati musicisti che hanno conosciuto i loro momenti di gloria nel campo della discografia gospel. Qualcuno racconta che siano andati anche in tour in America negli anni '60 in un viaggio "on the road". Ma poi, qualcosa è girato storto. E loro, ormai dimenticati da tutti, hanno continuato a esibirsi, di tanto in tanto, soltanto in occasione di cerimonie religiose in Norvegia. Vista la fede incrollabile che anima Timoteus, Maria e Tulla.
Per Jim, le tre voci dei Thorsen diventano un'ossessione. Perché è sicuro che le loro hit spirituali potrebbero travolgere un mercato discografico con l'encefalogramma ormai piatto. Il problema è che Timoteus è invecchiato con un gran magone dentro: la fine del suo fidanzamento, a un passo dal matrimonio, l'ha trasformato in un vecchio sospettoso, intrattabile. E non basta che le due sorelle, prima Tulla e poi Maria, scoprano in Gystad un produttore serio. Un autentico amatore della buona musica, che non pensa solo ad arricchirsi sfruttando la loro arte.Toccherà a Jim trovare la giusta via per convincere il predicatore mancato Timoteus, la bellissima Tulla che ha sfidato la società per sposare il suo amore dalla pelle scura, e la misteriosa Maria dal look androgino, a fidarsi di lui. E non importa se dovrà adattarsi a fare da autista, a smussare le bizze di chi guarda il mondo da troppo lontano, a dribblare le mire di un nipote a cui interessano soltanto i soldi. Perché, alla fine, registrare il disco e partire in tournée si rivelerà affare del tutto marginale.

alemezlo©RIPRODUZIONE RISERVATA

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